Finalmente il resoconto della single malt night in TABERNA. Bellissima serata. Le parole le lasciamo al nostro amico Claudio De Santis e le foto ovviamente al nostro Marco Cenci.
” Quando una cena esordisce con fragole ripiene al salmone sai che devi prepararti a qualcosa di molto interessante. Ma a questo ci arriviamo tra poco. La serata organizzata in collaborazione con il Single Malt Club of Scotland è soprattutto all’insegna dell’eleganza e dell’organizzazione. Caratteristiche a cui Marco Valente e tutto lo staff della Taberna ci ha ormai abituati da tempo. Atmosfera rilassata, i circa trenta coperti ben disposti con tanto di tovaglietta personalizzata per la serata.
Cinque calici di altrettanti scotch whiskies in ordine ad ogni posto e le relative bottiglie in bella vista. Piccoli dettagli che fanno la differenza. In fondo alla sala uno schermo per diapositive dove verranno illustrati ai commensali, tra una portata e l’altra, i segreti dei single malt. Non siamo qui solo per mangiare, che diamine! A condurre le danze l’espertissimo Carlo Dassori.
S’inizia come ho già accennato con un antipasto di fragole ripiene al salmone affumicato. Una delicatezza culinaria egregiamente accompagnato con il primo whiskey della serata, un Macallan 12 anni, ottimo Speyside, morbido e leggero. Il giusto ouverture alla sinfonia di sapori che seguirà. E si arriva al primo.
Fettuccine con baccalà e crema di ceci. Innaffiato questa volta da un raro Glenrothes del 1991. Whiskey sicuramente più corposo del precedente che ben s’adatta al sapore deciso delle fettuccine. V’invito a vedere la bottiglia del Glenrothes che riprende le forme delle bottiglie da campionatura usata nelle distillerie.
Si prosegue con salmone in crosta di sale con maionese agli agrumi e patate in pastella di Enkir e My Antonia (lo zampino di Birra del Borgo è sempre presente). Questa volta accompagnato da un ottimo Highland Park 18 anni. Personalmente questo è l’abbinamento che ho apprezzato di più. Leggermente torbato, un aroma pieno e l’evidente salinità che sulle papille s’impegnava in una guerra allo iodio con il salmone. Semplicemente fantastico!
Altra chicca culinaria: ostrica fritta con nido kataifi e ripassata di verza e patate. Ad accompagnare questa delizia un whiskey tra i miei preferiti. Un ottimo Islay whiskey, un torbato Ardeberg Uigeadail dai possenti 54°. Un whiskey impegnativo che ha bisogno di vari assaggi, con e senza acqua, per apprezzarne a pieno le sfumature.
Il finale, uno strudel di pasta fillo con cioccolato fondente, chiude simbolicamente il cerchio degli assaggi. Per questa volta si ritorna su toni più leggeri con un altro Speyside, il Glenlivet 18 anni che con il suo aroma fresco, quasi dolce, ci prende per mano e ci accompagna alla fine del viaggio. A giudicare dai sorrisi, dalle espressioni soddisfatte e dalle chiacchiere allegre a fine pasto, si può dire che la serata sia stata un successo. E per quelli lì fuori ancora pieni di dubbi sul fatto che un buon pasto possa essere egregiamente accompagnato non da vino, non da birra, bensì da whiskey di qualità… beh, che dire? Fatevi vedere in Taberna alla prossima serata del Single Malt Club of Scotland e ne parliamo. Slàinte Mhath!”